In arrivo il nuovo disco

ci sono due idee che continuano a intrecciarsi lungo il percorso di ricerca che sto facendo: Altre forme di vita e fare un disco come si deve, come si faceva una volta, di musica d’insieme, suonato, con un tempo di gestazione lungo, fatto d’ascolto e di confronto.
I riferimenti letterari sono alcune riflessioni lette durante la pandemia (Nick Cave, Raffaella Calandra) il documentario Below Sea Level di Gianfranco Rosi, la sua sceneggiatura, una poesia di Mandel’štam, L’anello di Policrate di Friedrich Schiller, i libri Altissima Povertà di Agamben, La canoa di carta di Eugenio Barba, Ossessioni terminali di Flavio De Bernardinis, come alcune intuizioni di Goffredo Fofi, La nascita della tragedia di Nietzsche, Il tempo e la grazia di Aldo Masullo. Le tematiche attraversate sono la messa in discussione di un determinato sistema di cose, alcune ipotesi alternative, alcune derive; riflettere sul lavoro che si deve fare per essere preparati a scegliere; l’invidia degli dei; la calma della terra; il concetto di rappresentazione; assumere la tragicità della vita..
Per quanto riguarda la musica ho rinsaldato i legami con Giacomo Papetti e Fidel Fogaroli, con cui avevo inciso “Lucertola” e integrato la formazione con Enzo Albini al violino e, a seguire, Filippo Sala alla batteria. Tutti musicisti che pur avendo uno spettro d’azione comune, il mondo jazz, percorrono strade musicali ed estetiche molto differenti. Considerando altre fonti d’ispirazione che sono il mondo della psichedelia soprattutto legata al folk (A Beacon From Mars dei Kaleidoscope) e l’interplay che si sente in alcuni dischi anni ’70 di cantautori italiani (L’isola non trovata di Guccini), in prova stiamo cercando una mescola fresca di idee e di suoni urgenti. Ad aiutarci in questa ricerca c’è lo sguardo artistico di Marco Parente che ho deciso di coinvolgere dopo aver ascoltato il suo ultimo bellissimo disco LIFE. Marco m’ha passato subito un paio di ascolti che credo influenzeranno il suono di questo disco: The Last Poets omonimo album del gruppo di poeti e musicisti statunitensi di colore nato dal movimento per i diritti civili delle persone di etnia afroamericana degli anni sessanta. Il nome del gruppo deriva da una poesia del rivoluzionario sudafricano Keorapetse Kgositsite, che riteneva di vivere l’ultimo periodo dell’umanità dove sarebbe stato possibile far poesia prima che le armi e la violenza prendessero il sopravvento nel mondo. Altro disco consigliato: Zii e Zie di Caetano Veloso, album del 2009 che continua il percorso di sperimentazione di Veloso con la “Banda Ce”, trio di giovani musicisti brasiliani che spaziano dal jazz al rock. E’ stato interessante sapere che parte del processo creativo di Zii e Zie è avvenuto facendo spettacoli per mostrare lo sviluppo del nuovo repertorio. Ascolti. Nel mezzo ci sono due dichiarazioni d’intenti che m’hanno colpito felicemente: il manifesto della terza età dell’amore di Cosmo e il post di lancio dell’ultimo disco di Mannarino. Come continuo a stimare il fare musica e arte di Vinicio Capossela. Non dimentico Alessandro Fiori e i Management e segnalo la non sconosciuta Emma Nolde.
Vorrei citare anche tre ascolti al femminile che m’hanno accompagnato in questi tre anni di gestazione: l’ultimo disco di Fiona Apple, Ani di Franco e l’album “Shine” di Joni Mitchell. Intenti. Altro pensiero embrionale è la possibilità di proporre il nuovo concerto di presentazione dell’album (primavera/estate/autunno 2023) anche in luoghi abitati da piccole comunità o villaggi che già stanno praticando Altre forme di vita.
Sono in un periodo felice della mia vita anche se individuo miei comportamenti assuefatti al sistema, e questo mi innervosisce, mi mette in crisi…e provo stima, tanta stima, per chi tenta strade pericolose.

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Il video di Stupito
per le strade di New Orleans

“Lucertola”, il nuovo disco

La lucertola è l’animale che, pur cambiando pelle, rimane sempre uguale a se stesso. La lucertola è anche la perfetta metafora di Ettore Giuradei. Quindici anni di carriera, per il cantautore bresciano, che con questo ultimo lavoro sembra rileggere dentro di sé con la scusa di rendere nuovamente proprie alcune perle del suo repertorio.

“Lucertola” contiene infatti quattro inediti, ma anche ben cinque canzoni del passato di Ettore, una per ogni album. Un attimo prima di dormire, dall’esordio “Panciastorie” del 2005, e Prendimi in un mazzo di fiorellini, da “Era che così” del 2008, chiariscono che persino il lato più giocoso e tradizionalmente legato al cantautorato italiano degli inizi è ormai lasciato alle spalle a favore di una produzione più scarna, a tratti onirica e a tratti spettrale. […]

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Ettore

Ettore Giuradei, attore/cantautore, bresciano, classe 1981. Dal 2000 al 2005 è attore della compagnia di teatro comico “Teatro Distratto”. Nel 2006 realizza con Michele Beltrami lo spettacolo comico surreale “Cabaret Godot”. Nello stesso anno fonda, con Davide Danesi, l’etichetta discografica Mizar Records. Dal 2006 al 2010 incide e pubblica 3 dischi (Panciastorie, 2006, Mizar;

Era che così, 2008 (Mizar/Novunque) La repubblica del sole, 2010 (Mizar Novunque). Sempre nel 2006 vince il Premio per la nuova canzone d’autore italiana al MEI/Meeting Etichette Indipendenti di Faenza e nel 2008 viene invitato al Premio Tenco e al Premio Ciampi. Suo fisso collaboratore il fratello Marco Giuradei, classe 1986, polistrumentista e arrangiatore.

Nel 2012 pubblica la favola “Il paese senza ringhiere, senza fabbriche e senza strade” con le illustrazioni di Nicola Ballarini e la produzione di chioscoMU. Nel 2013 esce l’album “Giuradei” per Picicca Dischi che ufficializza la collaborazione con il fratello e con gli altri elementi della band: Domenico Vigliotti, fonico, e Alessandro Pedretti, batteria, a cui si aggiunge il nuovo chitarrista Nicola Panteghini. Dal 2006 ha collaborato con diversi musicisti del panorama italiano e internazionale: Danilo Di Prizio, Beppe Mondini, Accursio Montalbano, Domenico D’Amato, Bruno Bonarrigo, Luigi Picotti, Gabriele Zamboni, Gionata Giardina, Giulio Corini, Enzo Albini, Giancarlo Onorato e Jairo Zavala. Dal 2015 al 2017 partecipa da protagonista al docufilm “La nostalgia della condizione sconosciuta”, diretto da Andrea Grasselli (OmVideo/5e6), e presentato, in concorso, al 37° TorinoFilmFestival. Il 12 gennaio 2018 pubblica, per Woodworm Label, il disco DUNK dell’omonima band con Luca Ferrari (Verdena) alla batteria, Carmelo Pipitone (O.R.K./Marta sui tubi) alle chitarre e Marco Giuradei al pianoforte, synth e cori. Il 25 ottobre 2019 è uscito il suo nuovo disco solista “Lucertola” per Freecom/UMArecords/Casa Molloy. Suonato con la collaborazione di Giacomo Papetti e Fidel Fogaroli, e la produzione artistica di Paolo Blodio Fappani.

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